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Tra i disturbi più frequenti ci sono il mal di testa e il mal di stomaco. E allo stesso problema possono essere ricondotti altri problemi molto comuni come il nervosismo, la digestione pesante, il senso di depressione, l’alitosi oppure l’insonnia, le eruzioni cutanee, i dolori articolari e le palpitazioni cardiache. Disturbi molto diversi tra loro, ma che in taluni casi possono essere ricondotti ad un’unica causa: e cioè il cibo.
I sintomi sopra elencati potrebbero infatti essere la conseguenza di una intolleranza alimentare: problema dovuto a un accumulo di tossine, conseguente all’ingestione di uno o più alimenti, che il nostro organismo non riesce più a smaltire. Non è facile, in generale, scoprire di essere intolleranti a determinati tipi di cibo: l’inconveniente si può manifestare anche 72 ore dopo aver ingerito l’alimento che provoca il disturbo e spesso si fa fatica, proprio per questo, a collegare il disturbo che sentiamo alle cose che mangiamo.
E’ possibile controllare l’eventuale intolleranza al cibo attraverso un semplice test.
Il compito del farmacista è quello di evidenziare alla persona interessata eventuali segnali di una o più intolleranze alimentari, attraverso un test di primo livello, che non è invasivo e che ha una durata di circa 15-20 minuti. Se vengono poi riscontrati dei segnali, il farmacista consiglierà o meno, sulla base dei “valori” ottenuti, l’esecuzione di esami di approfondimento presso strutture mediche.